Civita di Bagnoregio

Civita (Bagnoregio) - Wikipedia

Vi accompagno a Civita di Bagnoregio

Ecco come la descrivo nel romanzo…

Era una frizzante mattina di fine ottobre quando vidi il borgo per la prima volta. La notte precedente aveva piovuto copiosamente e un’alba pallida ci accolse con uno spettacolo surreale.
Arroccata su uno sperone di tufo, Civita ci apparve sospesa tra cielo e terra, quasi fosse costruita sopra morbidi nembi. Un immenso quadro appeso nel vuoto rilucente di colori pennellati con maestria. Restammo tutti incantati alla vista di quel posto fuori dal tempo. Respiravamo pace e tranquillità, materializzatesi in quelle pietre antiche.
Eravamo sul Belvedere, la terrazza naturale prospicente al paese che distava solo alcune centinaia di metri dal portale d’ingresso, quando scorgemmo sotto di noi un ponte lungo e stretto che s’inerpicava in direzione della piccola cittadella, unico collegamento di quei mondi opposti.”

La nostra prima volta a Civita

Subito mi sono innamorato di questo borgo meraviglioso, un luogo fuori dal tempo. Appena varcata la Porta di Santa Maria ho capito che dovevo ambientare qui il mio secondo romanzo.
Il ponte che vedete alle nostre spalle è lungo 300 metri ed è percorribile solamente a piedi, unica via d’ingresso per la “Città che muore”, altro nome con il quale è conosciuta Civita.
Leggendo il romanzo sono sicuro che ve ne innamorerete anche voi.

Alcune immagini

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